Keyword spamming. Ovvero cercare di attirare visitatori su un’asta inserendovi parole che non c’entrano.
Ricordate i siti con lunghi elenchi di vocaboli? Quante volte su google avete trovato link non inerenti a quanto cercato, ma zeppi di lemmi separati da virgole?
Immaginate di voler vendere un’anguria e di inserire nella descrizione dell’anguria parole tipo “ferrari, antonella elia, superman, viagra, comodino”. Ecco, in questo modo chi cerca un comodino troverà la vostra anguria.
Ora, tale tecnica è sanzionata da eBay: vi è una regola precisa che vieta l’uso delle parole chiave non coerenti.
Certo, c’è il caso in cui si attrae involontariamente possibili clienti…che cercano ben altro rispetto ad un libro per bambini. Ma non è stato il venditore a dargli il titolo.
Semplicemente cercando la parola “p*****o” abbiamo trovato quest’asta, cadendo nell’involontario tranello.

Un caso ben diverso lo ritroviamo nell’asta top di oggi. Il venditore vuole pubblicizzare i propri adesivi da automobile.

Ora, scorrendo la pagina dell’asta si giunge in una zona apparentemente vuota.

Ora, proviamo a selezionare l’area come se ci fosse del testo, col mouse.

Ok, c’è del testo. Ora ingrandiamo la pagina fino a leggerlo.

Ancora.

Ha iniziato la lista con nomi di automezzi e marche. Poi è andato degenerando.
Vi riassumo le keywords più curiose: pandora, scoter, rompiballe, fava, lecca lecca, gnocca e, naturalmente, puppamelo.